Allora? Superato lo shock elettorale?

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vittua
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Re: Allora? Superato lo shock elettorale?

Messaggio da vittua » 14/06/2018, 11:09

Athamantis, auguri di buon compleanno! ( un po’ in ritardo).

A me invece interessa un po’ la questione dei diritti civili.
Intanto perché ha creato una bella crepa nel muro dell’immobilismo della Chiesa in merito ai diritti dei gay e delle lesbiche, e poi perché è meglio avere delle possibilità anziché non averne, considerando lo smantellamento dei diritti di base ( lavoro, welfare, salute, istruzione, previdenza) come scrivi tu.
Sugli aspetti materiali/economici delle unioni civili come ad esempio il tema della eredità, l’oggi mi sembra meglio di prima. E rimane anche vero che l’aspetto economico può essere considerato in negativo, come scrivi tu.

A me ad esempio non piace l’idea che unendoti civilmente devi poi pagare un avvocato per la separazione nel caso in cui l’amore finisse, mi sembra una roba triste. Però poi chissà che ne sarà della relazione con la mia compagna, se durasse ancora un bel po’ di anni magari capiterà di unirci civilmente, oppure non succederà.

E ora siamo nel periodo dei Pride.
Qui a Milano c’è un area antagonista al mainstream del Pride, cerco di tenermi aggiornata.

[ciaociao]
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Athamantis
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Re: Allora? Superato lo shock elettorale?

Messaggio da Athamantis » 05/07/2018, 23:39

Grazie a tutte per gli auguri. [ciaociao]

Anche io orbito nel milanese. Sul Pride che dire? Lo trovo incauto.

Riguardavo in questi giorni la miniserie della BBC anni 90 "Portrait of a marriage" sub ITA

In una scena Vita Sackville-West dice a Violet Trefusis (nata Keppel) che pensa che dovrebbero vivere insieme.
(poi è finita altrimenti ma vabbè)

Violet esulta "finalmente saremo sincere e oneste e ci mostreremo al mondo"

Vita le dice: "no non per essere sincere e oneste e mostrarci al mondo, dovremmo vivere insieme semplicemente perchè è la cosa giusta da fare, perchè dovremmo stare insieme"

Ecco io mi sento più vicina al pensiero di Vita. Semplificare.

Non sento l'esigenza di condividere il mio privato, non penso di avere meno diritti degli altri, sono omosessuale non per ideologia o altro ma solo perchè fisicamente attratta dalle donne e non dagli uomini, e indubbiamente emotivamente più coinvolta.
Se a qualcuno dò fastidio è un problema loro non mio.

Insomma ammetto di essere un po' "basic".

Le unioni civili non hanno smosso in me nessun tipo di entusiasmo, preferisco scegliere ogni giorno la mia metà indipendentemente da diritti e doveri.
Non mi importa di eventuali eredità ma probabilmente perchè ho quel che mi bisogna già di mio.
Non credo proprio vorrei avere a che fare coi familiari dell'altra metà, nè da coppia, nè da vedova.
A me è rimasta solo una sorella con cui non parlo, percui non ho familiari con cui condividere o da condividere.

E sto da dio.

Quando 10 anni fa mia madre si decise a chiedermi se ero lesbica, le dissi che era una vecchia pazza e chiusi per sempre l'argomento.
La mia vita riguarda solo me.

Non mi va che le istituzioni decidano di concedermi graziosamente questo o quello. Non mi affido a terzi.
Ho usato il termine "concedere" non a caso.
Quelli che chiamate diritti sono solo concessioni, e come già per i diritti delle donne, sono costantemente a rischio di essere revocate.
Ogni volta che cambia il governo (e noi lo cambiamo spesso).

Questa incertezza del diritto tipicamente italiana, mi porta a diffidare.
E la diffidenza mi fa sentire più al sicuro da invisibile che da visibile.

Pensate ai Rom, fino a ieri nessuno metteva in discussione il loro nomadismo, i loro campi.
Oggi la Regione Lombardia ha dato l'ok per un censimento dei rom e dei sinti regolari (regolari!!!) e per chiudere i campi irregolari, associando la criminalità a determinate origine etniche...

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/20 ... b1e81.html

Ve la ricordate?

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi...."

Ebbene quando verranno a prenderci, spero di essere ancora più invisibile... [read]
vittua
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Re: Allora? Superato lo shock elettorale?

Messaggio da vittua » 09/07/2018, 16:51

Io sono andata al Pride di Genova e non a quello di Milano perché in quella data ero via. Il Pride di Genova mi è piaciuto molto ma non ho avuto tempo di seguire i vari percorsi rivendicativi di Milano.

Sui diritti e doveri ho iniziato a fare dei ragionamenti e non è un caso che io abbia accennato nel mio precedente post alle questioni legate all’eredità. Penso che le leggi sull’eredità siano una parte integrante e fondante della cultura di un Paese. Mi spiego meglio: quando si muore, la maggior parte dei propri averi va a chi si sposa o a chi si è unite civilmente e ai figli, mentre nel caso in cui non si sia sposate e non si abbiano figli/e la maggior parte di ciò che si ha va di diritto ai propri genitori, qualora si morisse prima di entrambi o di uno dei due genitori. In entrambi i casi rimane sempre una minore percentuale ( variabile a seconda degli aventi diritto alla tua eredità) che si può destinare, per diritto e tramite testamento a chi si vuole. Questo per dire che nel nostro Paese, su questa questione dell’eredità, esiste di diritto e in primo luogo la famiglia tradizionale. Dunque mi sembra importante conoscere le leggi al riguardo per porsi delle domande ed arrivare ad agire.
Se per esempio io morissi domani, non avendo fatto un testamento, non avendo ora né figli né genitori e non essendo sposata o unita civilmente, ciò che rimarrebbe dei miei averi andrebbe di diritto a mio fratello e a mia sorella.
Tuttavia, il fatto che io ora possa disporre pienamente dei miei averi tramite il testamento rappresenta un mio diritto, ed io in effetti non condivido l’espressione “concessioni” che utilizzi tu Athamantis, per me un diritto c’è oppure non c’è; oppure c’era ma è stato revocato.

E’ poi vero che se erediti da un amica/o paghi più tasse su ciò che hai ereditato rispetto all’avere ereditato la stessa cifra dalla famiglia, poiché in fondo siamo sempre lì: la famiglia tradizionale prima di tutto.
Anche il fatto che non si siano dati dei diritti e dei doveri a figlie/i delle coppie samesex in queste unioni civili riflette bene la nostra cultura: volete mica considerarle delle vere e proprie famiglie?

Eppure qualcosa è cambiato: se io fossi unita civilmente con la mia compagna e domani morissi ( spero di non morire proprio domani a furia di scriverlo) lei erediterebbe i miei averi al posto di mia sorella e di mio fratello. Saremmo considerate come una famiglia etero senza figlie/i.
E’ interessante?
Non è interessante?
Non lo so ma è un qualcosa che c’è.

Non vorrei fraintenderti Athamantis, quando scrivi che “la tua vita riguarda solo te”, penso di aver capito in quale senso tu l’abbia scritto, anche a me appartengono le scelte che faccio. Per me poi, pensando agli affetti considero che la mia vita non riguardi solo me.
E mi sento anche di far parte del variegato mondo lgbtqi, se per qualcun* queste unioni civili rappresentassero concretamente qualcosa di positivo per la loro vita direi che ne sono contenta.

[ciaociao]
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