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Il valore dei ricordi

In quest'epoca di consumazioni veloci e di deperimento emotivo e affettivo, sento nostalgia per la dimensione dei ricordi.

La memoria è fondamentale quando si incontra qualcuno,che non è uno tra la moltitudine, ma la persona che si è scelta di conoscere e di approfondire.

Dunque che valore possiede la memoria che intendo? Un valore inestimabile, perché ricordare gli attimi condivisi, conservarne il ricordo, significa mantenere ogni particella di sé e dell' altro in noi.

Non un incontro ripetibile,ma unico,  non assimilabile ad altro.

Si tratta di momenti irripetibili perché irripetibile è quella persona.

Il ricordo è già distinzione, è già premura, è già cura, è già individuazione.

 

 

 

È vero che viviamo in un'epoca in cui tutto scorre velocemente e tutto sembra essere consumato altrettanto velocemente, come se fossimo sempre in attesa del grande evento da cogliere, quasi dovessimo essere pronte a non lasciarci sfuggire nulla.

Ma credo sia importante fare una distinzione quando parliamo del valore dei ricordi.

La mente, forse, è come una grande stanza piena di cassetti: in ognuno possiamo conservare qualcosa. Un'immagine, una voce, un profumo, una musica, un momento vissuto. Alcuni cassetti rimangono chiusi per anni e poi, improvvisamente, qualcosa li riapre.

Il cuore, invece, me lo immagino come una stanza immensa, dai confini indefiniti, dove i metri quadrati sembrano non finire mai. E forse è proprio lì che finiscono per trovare posto quelle persone e quelle emozioni alle quali non riusciamo, o non vogliamo, dare una misura.

Ogni incontro, anche quello che sembra destinato a essere soltanto un passaggio nella nostra vita, porta con sé una ricchezza. A volte è un'emozione, una scoperta, una nuova consapevolezza; altre volte è semplicemente il ricordo di essere state, per un momento, importanti per qualcuno.

Ogni persona che incontriamo assume un valore diverso. A volte rimaniamo nel formale, altre volte nasce una spontanea amicizia che, come tutte le cose a cui teniamo, va coltivata. E a volte nasce qualcosa di più profondo, capace persino di dare un ritmo diverso al battito del cuore.

E forse è proprio qui che il ricordo smette di essere soltanto memoria e diventa qualcosa di più: una presenza che, anche quando non è più accanto a noi, continua ad abitare una parte di quello spazio immenso che abbiamo dentro.

Per questo mi è venuto in mente Dante e quel meraviglioso «spirito soave pien d'amore» che, nell'anima, va dicendo: «Sospira!».

Mi piace pensare che alcuni incontri possano lasciare proprio questo: non soltanto un ricordo da conservare in uno dei nostri cassetti, ma qualcosa che continua a muoversi dentro di noi, nell'immenso spazio del cuore.

Sono nuova di questo forum e questo è il primo topic a cui rispondo. E, mentre scrivo queste parole, penso che anche questo momento entrerà a far parte del mio personale bagaglio di ricordi: un piccolo incontro fatto di parole, pensieri e persone che ancora non conosco, ma che forse vale già la pena custodire, curare e coltivare.

E forse è proprio questo il valore più profondo di certi incontri: non sapere quanto dureranno nella nostra vita, ma scoprire, a volte molto tempo dopo, quanto spazio hanno saputo occupare dentro di noi.

Intanto grazie per la tua attenta ed esaustiva risposta,Onda.

Sento di condividere il valore delle tue parole, sostenute da una chiara distinzione tra mente ,cuore e incontri.

Unisco la memoria al cuore: sostanzialmente, intendo esattamente il ricordo legato alle esperienze che restano in noi e che fanno la differenza.

Mi allontano dalla superficialità, e da chi non riesce,per sua struttura,a trattenere il valore dei momenti donati e condivisi,da chi non riesce a trattenere il ricordo ( mente- cuore) come unico e irripetibile, proprio perché ognuno di noi è un essere insostituibile.

Sicuramente non possiamo governare ogni aspetto della vita, tuttavia,credo che si possa accarezzare e curare ciò che è nella nostra possibilità di mantenere e accrescere il bello e il buono che incontriamo.

Certo è un argomento che si declina attraverso le esperienze percorse,per ognuno diverse,e ciò struttura il proprio sentito.

Resta comunque che il valore delle cose e delle persone vada difeso dai contenitori indifferenziati.

Grazie ancora,Onda, continua a scrivere!

 

🙂

 

 

 

Cita da Onda su 18 Agosto 2026, 14:34

E forse è proprio qui che il ricordo smette di essere soltanto memoria e diventa qualcosa di più: una presenza che, anche quando non è più accanto a noi, continua ad abitare una parte di quello spazio immenso che abbiamo dentro.

Cara Onda, mi riconosco molto in questo tuo passaggio.

E quando si parla di “presenza” le balenghe un po’ dark come me non possono fare a meno di pensare ai fantasmi, e non mi riferisco ai defunti. Penso ai fantasmi di persone vive che sono uscite dalle nostre vite dopo averle toccate in un modo che ha cambiato la nostra percezione dell’amore, della fisicità, delle parti più profonde della nostra “essenza”.
A volte sono “toccate e fughe” brevi e dirompenti, altre volte durano per un lasso di tempo abbastanza lungo da farci pensare alla stabilità, anche se i presupposti traballano visibilmente.
Alla fine tutto crolla, ma alle balenghe un po’ dark come me piace convivere con qualche fantasma nel cuore. Lo teniamo lì, in una stanza segreta e, di tanto in tanto, durante una notte piovosa, lo andiamo a trovare e ci immergiamo in un magico mondo pieno di ghirlande di luci colorate.
L’importante è uscire dalla stanza e andare avanti, nelle nostre vite un po’ balenghe, con un passeggero clandestino nel cuore.

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Ci sono agnelli che azzannano alla gola. Fidati dei lupi. Se volete scrivermi: kenebia@libero.it

"Il valore del ricordo" è inconmensurabile: è l'essenza di ciò che siamo, quel filo che unisce il nostro passato al presente. Costituisce l'anima di ricordi cioè il legame profondo della nostra interiorità ed il passato; i ricordi non sono semplici dati del cervello, ma la sostanza viva che dà forma e calore all'anima. Custodisce l'identità. Ogni ricordo custodisce emozioni, profumi e frammenti di vita che ci hanno reso ciò che siamo.

La parola stessa ricordare ( deriva dal latino recordari) significa passare nuovamente nel cuore trasformando il tempo trascorso in un tesoro unico, intimo ed immortale.

Mi piace ricordare la celebre frase dello scrittore tedesco Johann Paul Friedrich Richter "Il ricordo è l'unico paradiso dal quale non possiamo venir cacciati".

È un luogo sicuro: I bei momenti vissuti e conservati nella memoria restano nostri per sempre.Nessuno può togliercelo: Nemmeno il tempo o la realtà possono cancellare o rubare ciò che abbiamo vissuto nel passato e Noi li ogni tanto ci rifugiamo per farci cullare.

I ricordi malevoli sono invece quelli chiusi nei cassetti della mente ermeticamente e che una tantum si aprono improvvisamente, ma con il tempo impariamo a conviverci.

Bel topic Silenia che apre un mondo di sfaccettature sull'argomento e chapeau per l'intervento di Onda 😉

 

🤗

Gli spiriti liberi non sono fatti per essere domati. Hanno bisogno di restare liberi finché non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre.

Cara Briciolablu, sempre un piacere leggerti!