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Piccola storia

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Cita da lalupaceltika su 10 Dicembre 2023, 19:35

Il più felice è il signor Piccione che si è fatto un sacco di soldi vendendo barattoli vuoti...

???? LLC

In effetti...al piccione non ci si pensa,si è più presi dagli altri della storia...

Chissà come utilizza tutti quei soldi 😉

Cita da Silenia su 11 Dicembre 2023, 07:41
Cita da lalupaceltika su 10 Dicembre 2023, 19:35

Il più felice è il signor Piccione che si è fatto un sacco di soldi vendendo barattoli vuoti...

???? LLC

In effetti...al piccione non ci si pensa,si è più presi dagli altri della storia...

Chissà come utilizza tutti quei soldi ????

Beh , se è fortunato, magari incontra una piccioncina conturbante e abilissima nello svuotare i conti e lui (felicissimo) la lascerà fare, in fondo si sa che i soldi non danno la felicità, meglio spenderli.

Capita spesso.

 

 

Cita da robip su 13 Dicembre 2023, 19:22
Cita da Silenia su 11 Dicembre 2023, 07:41
Cita da lalupaceltika su 10 Dicembre 2023, 19:35

Il più felice è il signor Piccione che si è fatto un sacco di soldi vendendo barattoli vuoti...

???? LLC

In effetti...al piccione non ci si pensa,si è più presi dagli altri della storia...

Chissà come utilizza tutti quei soldi ????

Beh , se è fortunato, magari incontra una piccioncina conturbante e abilissima nello svuotare i conti e lui (felicissimo) la lascerà fare, in fondo si sa che i soldi non danno la felicità, meglio spenderli.

Capita spesso.

 

 

...e sì Robip,il signor Piccione vuole solo far soldi,che certamente non danno la felicità.

La piccioncina,a questo punto,introduce un'altra storia,oppure,è il prosieguo della favoletta 😉

Molto carina... Mi fa pensare allo svelarsi del significato della vera gioia, quella che si trova nel nostro vero sè. Non essendo qualcosa che si trova all’esterno, lo possediamo tutti, ma in pochi ne hanno consapevolezza, presi dalle distrazioni del mondo.

Il vaso colmo di qualcosa, è un’illusione di felicità, poiché ha un limite, inizia e finisce tra un confine e l’altro della materia di cui è composto, ma non solo, non saremo mai in grado di procurarcelo da soli, se non attraverso una rete di attaccamenti e di credenze… Mentre è nello spazio del vuoto che troviamo l’infinito. 

Cita da Luisa su 26 Dicembre 2023, 13:32

.... lo possediamo tutti, ma in pochi ne hanno consapevolezza, presi dalle distrazioni del mondo.

...io credo a parte le distrazioni del mondo.....forse si percepisca in minima parte in assenza di sofferenza.....in assenza di dolore.....quando per qualche istante si riprenda possesso di quella tipica spensieratezza....propria dei bimbi....che ancora disconoscono con le loro percezioni le bruttezze del mondo.

 

😉

Gli spiriti liberi non sono fatti per essere domati. Hanno bisogno di restare liberi finché non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre.

Interessanti queste vostre riflessioni.

Da un lato mi richiamano alla mente il principio dei vasi comunicanti, in cui il fluido si ridistribuisce in eguale misura.

Come se la felicità non fosse soltanto individuale, ma conservasse dentro di sé un principio: se faccio qualcosa per essere felice, anche chi mi ama potrà godere della stessa felicità.

Nel passaggio, nella consegna del vaso dovrebbe esserci un germoglio di quel principio, di quell’apertura amorevole verso l’altro.

 

Dall'altro lato, emerge la felicità che si può trovare dentro noi stessi, quel prendere coscienza di quella voce interiore.

Una sorta di tentativo/capacità di conquistare quell'atteggiamento particolare, quel modo nuovo di osservare le cose.

Come se fosse possibile abbandonare l'irrequietezza mentale causata dal concentrarsi verso l'esterno e lasciare andare l'idea di felicità che dipende dall'altro (inteso sia come persona che cose).

Se la Felicità è solo dentro di noi, siamo davvero la casa della felicità o ne siamo la gabbia?

 

"C'è un'ape che se posa

su un bottone de rosa:

lo succhia e se ne va…

Tutto sommato, la felicità

è una piccola cosa". Trilussa

Cita da Thai su 29 Dicembre 2023, 07:04

Interessanti queste vostre riflessioni.

Da un lato mi richiamano alla mente il principio dei vasi comunicanti, in cui il fluido si ridistribuisce in eguale misura.

Come se la felicità non fosse soltanto individuale, ma conservasse dentro di sé un principio: se faccio qualcosa per essere felice, anche chi mi ama potrà godere della stessa felicità.

Nel passaggio, nella consegna del vaso dovrebbe esserci un germoglio di quel principio, di quell’apertura amorevole verso l’altro.

 

Dall'altro lato, emerge la felicità che si può trovare dentro noi stessi, quel prendere coscienza di quella voce interiore.

Una sorta di tentativo/capacità di conquistare quell'atteggiamento particolare, quel modo nuovo di osservare le cose.

Come se fosse possibile abbandonare l'irrequietezza mentale causata dal concentrarsi verso l'esterno e lasciare andare l'idea di felicità che dipende dall'altro (inteso sia come persona che cose).

Se la Felicità è solo dentro di noi, siamo davvero la casa della felicità o ne siamo la gabbia?

 

"C'è un'ape che se posa

su un bottone de rosa:

lo succhia e se ne va…

Tutto sommato, la felicità

è una piccola cosa". Trilussa

Sicuramente,Thai,la felicità non è solo uno stato individuale,si trasmette, si comunica affinché possa diventare beneficio anche per altri: ciò che è egoico produce infelicità.
Tuttavia è complesso realizzarla,ma prima ancora,comprenderla, sia per nostra cultura, sia perché necessitiamo di crescere in coscienza e in consapevolezza e di lavorare su i nostri nuclei di sofferenza.
La cultura occidentale,ad esempio,fa derivare la felicità da qualcosa che è esterno a noi,mentre nella cultura orientale la realizzazione è solo dentro di noi,e non da quanto si possieda,o altro.
Perciò ci è difficile concepirla, è assai complesso destrutturare la nostra forma pensiero,ma questo non ci impedisce di operare crescite in tal senso, specialmente se ci rendiamo conto della necessità di farlo.
Molto spesso la sofferenza è autoindotta, eppure non ne siamo coscienti, proprio a causa del fatto che lo sguardo è sempre rivolto all' esterno,e non all' interno di noi.
Sicuramente non realizzeremo la buddità 😉
ma riuscire a quietare la nostra mente,disciplinandola,e imparare a dare valore a tutto ciò che abbiamo e che di buono ci entra nella vita,a tutte quelle cose e persone che insieme,contribuiscono alle piccole e grandi gioie, è già una direzione.
Insomma, realizzare almeno la gioia, è già un buon risultato!

Il Buddismo direbbe " coltiva il pensiero gioioso".
Perciò è importante riconoscere e operare un grande lavoro di pulizia e di riordino rispetto alle nostre sofferenze e ai nostri impedimenti interiori.
Non bastano queste parole,qui si può solo introdurre alcuni aspetti generali :-)!

Ti ringrazio per aver dato seguito alla riflessione e per averla motivata attraverso il tuo valido pensiero.

 

( Concordo con Trilussa)

Cita da Luisa su 26 Dicembre 2023, 13:32

Molto carina... Mi fa pensare allo svelarsi del significato della vera gioia, quella che si trova nel nostro vero sè. Non essendo qualcosa che si trova all’esterno, lo possediamo tutti, ma in pochi ne hanno consapevolezza, presi dalle distrazioni del mondo.

Il vaso colmo di qualcosa, è un’illusione di felicità, poiché ha un limite, inizia e finisce tra un confine e l’altro della materia di cui è composto, ma non solo, non saremo mai in grado di procurarcelo da soli, se non attraverso una rete di attaccamenti e di credenze… Mentre è nello spazio del vuoto che troviamo l’infinito. 

Sì Luisa,mi piace questa visione,ed è quella che è anche in me,con il dovuto lavoro che richiede per ognuno di noi.

Grazie per la tua risposta

La Buddita' di Silenia è impagabile.

La felicità invece è improbabile.

Happy new year!

Cita da robip su 29 Dicembre 2023, 12:36

La Buddita' di Silenia è impagabile.

La felicità invece è improbabile.

Happy new year!

eh,Robip,magari fossi giunta alla buddità ;-),diciamo che apprezzo tantissimo il pensiero buddista, le filosofie orientali in genere,che a differenza del pensiero occidentale,ritengo consentano un percorso evolutivo,in chi sente di volerlo intraprendere,proprio perchè aperte e non dogmatiche.

Sono convinta che sia sempre possibile "crescere",andare oltre.Per la felicità,certo,come scrivi tu è improbabile(dal punto in cui siamo) ,come ho risposto  a Thai,per cultura,per storia personale e per molto altro ancora: tuttavia si possono allargare i margini della nostra osservazione,è sempre possibile operare qualcosa in noi ,la realtà che è fuori non si cambia,ma noi possiamo ,però, impegnarci per la nostra realtà individuale.

Sono vasti e profondi,questi temi... non voglio banalizzare,e poi è difficile concentrare.

Buon nuovo anno,Robip,senza dire altre cose retoriche,che poi sono sempre le stesse  ogni anno :-),e allora,che sia buono e nuovo secondo come lo intendi tu 😉

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