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POESIA

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Quando ti cammino dentro
conosco i tuoi vicoli
i campanili storti delle tue piazze
le serrature arrugginite
dei tuoi pensieri inconfessabili.

Flaminia Cruciani

 

🙂

Gli spiriti liberi non sono fatti per essere domati. Hanno bisogno di restare liberi finché non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre.
Cita da briciolablu su 21 Gennaio 2024, 18:40

Quando ti cammino dentro
conosco i tuoi vicoli
i campanili storti delle tue piazze
le serrature arrugginite
dei tuoi pensieri inconfessabili.

Flaminia Cruciani

 

????

Grazie briciola di averla inserita. Bellissima!

Gli occhi dell'amore ci permettono di cogliere sfumature altrimenti impercettibili. 

È l'alba

 

È l'alba. S'illumina il mondo

come l'acqua che lascia cadere sul fondo

le sue impurità.

E sei tu, all'improvviso tu,

mio amore, nel chiarore infinito

di fronte a me.

Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente come vetro.

Addentare la polpa candida e sana

d'un frutto.

Amarti, mia rosa, somiglia

all'aspirare l'aria in un bosco di pini.

 

Nazim Hikmet - frammento - Istanbul 1933

Molto unica...lascia cavalcare la mente in lande di agoniato piacere

 

😉

Gli spiriti liberi non sono fatti per essere domati. Hanno bisogno di restare liberi finché non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre.

Fame

Può darsi
sia un retaggio
cannibalesco,
questo di mangiarsi
con gli occhi
con le mani
la bocca e
tutto il resto.
Ma più ti mangio
e più mi metti
fame:
mi sazi l’appetito
senza che risulti
poi esaurito.
Ti voglio e
non mi stanco
di volerti,
e non mi basta
mai di averti.

Paolo Ruffilli
da Affari di cuore (Einaudi, 2011)

 

😉

Gli spiriti liberi non sono fatti per essere domati. Hanno bisogno di restare liberi finché non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre.
Cita da briciolablu su 27 Gennaio 2024, 07:41

Fame

Può darsi
sia un retaggio
cannibalesco,
questo di mangiarsi
con gli occhi
con le mani
la bocca e
tutto il resto.
Ma più ti mangio
e più mi metti
fame:
mi sazi l’appetito
senza che risulti
poi esaurito.
Ti voglio e
non mi stanco
di volerti,
e non mi basta
mai di averti.

Paolo Ruffilli
da Affari di cuore (Einaudi, 2011)

 

????

Bellissima Briciolablu, non la conoscevo. 

Descrive perfettamente il desiderio, la passione, quell'energia che continua a sprigionarsi quando si ama e non si è mai sazi d'amore, di vita, di emozioni da condividere con chi ci appartiene

Cita da briciolablu su 27 Gennaio 2024, 07:41

Fame

Può darsi
sia un retaggio
cannibalesco,
questo di mangiarsi
con gli occhi
con le mani
la bocca e
tutto il resto.
Ma più ti mangio
e più mi metti
fame:
mi sazi l’appetito
senza che risulti
poi esaurito.
Ti voglio e
non mi stanco
di volerti,
e non mi basta
mai di averti.

Paolo Ruffilli
da Affari di cuore (Einaudi, 2011)

 

????

Molto esplicativa! 🙂

Cita da Thai su 26 Gennaio 2024, 09:04

È l'alba

 

È l'alba. S'illumina il mondo

come l'acqua che lascia cadere sul fondo

le sue impurità.

E sei tu, all'improvviso tu,

mio amore, nel chiarore infinito

di fronte a me.

Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente come vetro.

Addentare la polpa candida e sana

d'un frutto.

Amarti, mia rosa, somiglia

all'aspirare l'aria in un bosco di pini.

 

Nazim Hikmet - frammento - Istanbul 1933

Efficace immagine poetica, un' apparizione della vita nelle sue forme d'amore!

"sopportare dolori che la Speranza crede infiniti,

dimenticare offese più cupe della notte,

sfidare il Potere che sembra onnipotente,

amare, soffrire e sperare finché la speranza crei, dalla sua stessa ruina, la cosa ch’essa contempla;

non mutare, non vacillare, non pentirsi: questo.... è essere buono, grande e gioioso, bello e libero;

questo solo è vita, gioia, impero e vittoria.»

(DalPrometeo Liberato, di P. B. Shelley).

"Avrei potuto amarti in modo più piacevole per te.

Infatuarmi della tua superficie e restar là.

E’ quello che tu hai voluto a lungo. Ebbene no. Io sono andato al fondo.

Non ho ammirato quello che tu mostravi, che tutti potevano vedere, che stupiva il pubblico. Sono andato al di là e ho scoperto dei tesori....

Quello che provo per te non è un frutto d’estate dalla buccia liscia, che cade dal ramo al minimo soffio e sparge sull’erba il suo succo vermiglio.

Ha a che fare con il tronco, con la scorza dura come una noce di cocco, o guarnita di spine come i fichi d’india. Fa male alle dita, ma contiene del latte”.

La lettera d’amore di Gustave Flaubert a Louise Colet

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